Moriamo per delle idee e di morte lenta

Bartosz Hlebowicz

Cara Luvi, magari prima di salvare la natura, per la quale ci vogliono centinaia di anni, salviamo migliaia di bambini, proprio adesso, con una banale iniezione?

Luvi De André, la figlia dell’ indimenticabile Fabrizio De André, ha scritto una lettera di sostegno a coloro che all’inizio di giugno manifestavano a Genova la loro rabbia per l’obbligo di vaccinazione.

La sua lettera è stata pubblicata da un certo gruppetto denominato “contro l’autismo” – perdonatemi ma preferisco non citare il loro indirizzo internet. Basta dire che – ovviatamene non suggerendo niente – mettono insieme “autismo e vaccini” e dichiarano di fornire “un’informazione indipendente”. “Indipendente” in tali casi significa non basata sulla verifica dei fatti ma sulle nostre convinzioni o le convinzioni di altri.

– La percentuale di malati di tumore, leucemia, diabete, malattie autoimmuni, allergie ed altre innumerevoli patologie gravemente invalidanti, anche in età pediatrica, si sta alzando esponenzialmente – scrive De André – mietendo molte più vittime di virus e batteri; presupponendo che, nella realtà in cui viviamo oggi, nel mondo industrializzato, la vera emergenza ed i principali nemici dell’uomo siano altri.
Rivedere quelle che dovrebbero essere le priorità, convergendo gli sforzi comuni verso l’inquinamento dell’aria, dell’acqua, del cibo (che sono i protagonisti principali di tale sterminio), permetterebbe di avere, di conseguenza, meno malati ed un sistema immunitario più sano ed efficiente.

Cara Luvi, magari prima di salvare la natura, per la quale ci vogliono centinaia di anni, salviamo migliaia di bambini, proprio adesso, con una banale iniezione?

Ma De Andrè scrive anche:

I vaccini sono, senza alcun dubbio, un’utilissima arma di prevenzione a fronte di un reale rischio epidemiologico (…).

Tuttavia, De Andrè descrive il decreto sui vaccini come un insieme di “gravose decisioni”, “un pessimo esempio di educazione civica” e dichiara di essere “profondamente contraria al D.L. Lorenzin”, la ministra che vuole salvare migliaia dei bambini italiani dalle malattie.
E alla gente che, invece, non intende “difendersi” (ma dalle vaccinazioni, non dalle malattie!), Luvi De Andrè ritiene giusto ricordare le parola della famosa canzone di suo padre „Canzone del magio”: “Anche se allora vi siete assolti, siete lo stesso coinvolti”.

Ieri è morto un bambino a Monza, malato di leucemia linfoblastica acuta. Non è stata la leucemia ad ucciderlo ma l’ignoranza. Le probabilità di guarire oggi dalla leucemia linfoblastica acuta sono oltre l’85 %. Ma il ragazzo è stato contagiato dal morbillo e, essendo immunodepresso, dopo tre mesi di lotta è morto. Sarebbe bastato che le persone intorno a lui fossero vaccinate. Ma la copertura vaccinale in Lombardia, come in tutta Italia, è sotto al 95 % (anche i suoi genitori non “credono” nei vaccini quindi non hanno vaccinato i loro bimbi).

Questo significa che manca l’immunità di gregge, l’unica protezione per il bambino. Il suo dottore ha spiegato: „Quando la soglia di copertura vaccinale si abbassa, i più deboli pagano”.

Altro scenario: in Siria i bambini hanno poche opportunità di vaccinarsi visto che, nella follia del loro governo e della guerra, gli ospedali sono bombardati. Loro si ammalano per la mancanza di vaccini mentre noi manifestiamo contro i vaccini! Sembra che stiamo troppo bene…

Come commento finale vorrei dedicare a Luvi De Andrè le parole di un’altra canzone di suo padre, “Morire per delle idee”, acutamente pertinente proprio oggi:

(…) succede che si muore
per delle idee che non han più corso il giorno dopo
Ora se c’è una cosa amara, desolante
è quella di capire all’ultimo momento
che l’idea giusta era un’altra.

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